lunedì 3 novembre 2008

Sul Venerabile Ordine della Pizza Bianca o meglio sul ritorno dei vecchi fantasmi irrisolti per molti

...stomaco riempito e stipato, adesso creerò un nuovo ordine, l'Ordine dei Cavalieri della Pizza Bianca e Mortadella, il Cellophan sarà il Venerabile Mastro Fornaio e gli adepti avranno tutti tatuato sulla chiappa destra Ninetto Davoli nella pubblicità del fattorino fornaio in bicicletta...si terranno presto delle sedute di aerosol in cantina dove verrà distribuito chinotto neri a morte la cocacola, il Cellophan celebrerà la messa con rito latino, e moltiplicherà la pizza e la mortazza...e saranno tutti sazi ed allegri ma affranti! Tra qualche ventennio se va tutto bene andremo anche noi in televisione e per quel giorno prometto che anche io ne acquisterò uno, di televisore intendo che son dieci anni oramai che preferisco viver senza, magari sgomitando davanti i cancelli all'apertura di un centro commerciale .

( ...sotto gli strani effetti dell'aerosol con dentro il fluimucil scaduto alla notizia del gran venerabile maestro in TV!!! )

Sempre il vostro G* di ritorno dal silenzio degli agnelli e sempre più convinto che una delle maggiori priorità sia quella di far diventare p(r)e(a)nale le scritte sui muri TTTTVVVVTTTTBBBBBBB delle quindicenni vergini e di bannare l'arte.

venerdì 1 agosto 2008

As time goes by (Herman/Hepfeld)




E' vero si. Potrei continuare così, in questo modo veloce oppure un poco più spento e lento: una sanguigna maniera di deconcentrarmi per non produrre nessuna cosa. E mostrare dopo un impreciso tessere in questa facile quanto preoccupante forma di irregolarità, una costruzione strana, che io mi vanterò di usare per continuare a fare il Cellophan, ciò che mi da da pensare, da odiare senza proferire nè salutare, ma è agosto oggi, ed è tempo di andare.

Forse tornerò a settembre, o forse no, scriver mi stanca la mente.

martedì 22 luglio 2008

Scritti autografi di viaggi etilici 3^ cioè De Delictis Gravioribus ovvero De Crimen Sollicitationis



"Il crepuscolo del postdatato"
Sidney, 18 maggio 2001


Dove sei? Io a Sidney, sotto la pioggia dei gavettoni fatti coi preservativi, metà triste metà stufo ed in attesa della grigliata di maiale: era meglio se non partivo. Era meglio se era meglio, in tante cose... Un bacio, ed a prima.

lunedì 21 luglio 2008

Scritti autografi di viaggi etilici 2^ o di come il vilipendio alla bandiera non sia più un reato



"La stirpe dei Cellophan"
Amsterdam, 9 gennaio 2003.


Partire è un po' morire sembrerebbe. Ed effettivamente, ogni volta che parto, sono combattuto fra il desiderio di andare e quello di restare. Una volta la notte, o addirittura le notti precedenti la partenza, erano insonni o quasi. Oggi ho scoperto l'antidoto di non pensare al viaggio fino all'ultimo momento, rollarmi della buona sensimilia, e di fare le valigie (o meglio, lo zaino) solo un paio d'ore prima di andare all'aeroporto per librare il mio aerostato nell'aere. Ma è pur sempre una rimozione, tanto più necessaria quando parto per un viaggio lungo come questo (sei settimane) e da solo: la solitudine totale è tanto più difficile, quanto più si coniuga allo straniamento culturale. Ma ora sono in ballo, ed è tardi per tirarsi indietro: dunque, balliamo...

venerdì 18 luglio 2008

Scritti autografi di viaggi etilici o di come “Simul stabunt, vel simul cadent“


Aerostato in Indocina

A Natale del 2002 mi fu regalato un Aerostato postdatato per il 2005. Non avevo mai tenuto un diario ma, sull'impulso della gratitudine per il dono, decisi di emulare Quintiliano: per un anno, nulla dies sine linea. E così ho fatto: per 1092 lunghi giorni ho doverosamente riempito ogni sera una paginetta, a matita, annotando pensieri, parole, disegni, schizzi, lampi di genio, opere e omissioni della giornata. Una paginetta per registrare nella memoria esterna cartacea il lavorìo interno del software mentale, e quello esterno dell'hardware corporale. Una paginetta per fissare le prime idee di fumetti, i piani di tele irrealizzabili, i percorsi di viaggio, i momenti che venivano e se ne andavano, e che si sarebbero persi nel nulla (senza danno) se non avessi cercato di fermarli sul foglio. Alla fine di quegli anni marcescenti, passati per metà in cantieri Australiani, ho riposto il diario, perché sedimentasse insieme ai cruciali avvenimenti che avevano radicalmente cambiato la mia vita. L'ho riesumato momentaneamente ora, per estrarne le innocue pagine relative a un viaggio in Cambogia e Laos: pagine più descrittive che introspettive, per (s)fortuna del lettore.


Dovrò pagare un extra alla segretaria per decifrarne la scrittura cuneiforme che contengono e trascriverli digitalmente.

venerdì 11 luglio 2008

Anal-fabetizzazione




...per poi svegliarsi anal-fabeti con le prossime generazioni!

Leggere e scrivere fa pensare...da fastidio ai potenti avere una mente critica!

Che tutti si risveglino anal-fabeti!

Che non ci siano altri che anal-fabeti!

Nessuno per scrivere blog!

Nessuno per stampare giornali e riviste!

Nessuno a tirare le somme!

Nessuno a notificare sottrazioni addizioni privatizzazioni e capitalizzazioni!

Nessun libro!

La sola parola!

Cosa potrebbe succedere?

Che favola!



...buon futuro ai giovani da un Cellophan che vi scrive in anticipo, prima di diventare anal-fabeta, anche se consapevole che nessuno fra qualche decennio sarà in grado di leggere ( se cercate la parola anal-fabeta su emule sono convinto, ora ci provo, ne uscirà una lista inelencabile di film pornografici girati in cucine improbabili!?!?!? )


G*